sabato 28 settembre 2013

Il fascino dei numeri 2





Con un mio caro amico, vero appassionato (quasi un erudito direi) di cinema horror e d'azione anni '80, oltre che raffinato cultore della musica metal prodotta dalla civiltà occidentale fino al 31 dicembre 1989, spesso mi sono confrontato sul delicato tema dei cicli, delle saghe, insomma, sul concetto della serialità e della riproducibilità dell'arte.

A ben vedere, la serialità nell'arte nasce nel momento in cui questa (che si tratti di letteratura, musica o cinema le cose cambiano poco) viene legata ai processi del mercato e del guadagno. Insomma, nel momento in cui inizia a svilupparsi la cultura di massa, e parallelamente a ciò si sviluppano strumenti di diffusione generalizzata dell'arte, l'artista che produce un qualcosa che ha successo, viene messo di fronte alla tentazione (o talvolta all'obbligo) di replicare quel qualcosa per raddoppiare i guadagni, per fidelizzare il pubblico, per aumentare la propria fama.

Azzardando un esempio alquanto profano, se Omero fosse vissuto nell'Inghilterra del secondo Ottocento, probabilmente avrebbe pubblicato l'Iliade a puntate su qualche giornale ad ampia diffusione medio-borghese, e, una volta giunto ai funerali di Ettore, visto il successo riscosso avrebbe proceduto oltre, immaginando, che ne so, la vendetta di Enea su Achille.

Gli esempi dei tormentoni a più puntate, tanto nel cinema quanto nella letteratura, si sprecano. Potrei citare Harry Potter, Twilight o la saga porno-soft delle chissaquante sfumature di grigio. Ma per fortuna posso farne a meno. La mia formazione all'immaginario è avvenuta infatti tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta. Pertanto per me il concetto di saga è legato a:
Guerre Stellari, Rambo, Rocky, Conan, Terminator, La trilogia del dollaro e avanti di questo passo.

Ora, quello che vorrei ribadire in questa sede è proprio il succo del diverbio tra me e il mio succitato amico: lui, da vero purista, sostiene che la regola generale vede una "prima puntata" della saga praticamente perfetta, con tutti gli ingredienti del successo già in essa inscritti; tale perfezione (o comunque tale bontà) del prodotto (che sia Terminator, Conan il Barbaro o First blood poco importa), non a caso, comporta la decisione, da parte di regista produttori e chissà chi altro, di tentare con un sequel, o due, o tre (fino ai casi eclatanti sul tipo della serie Nightmare).
Inevitabilmente però, a detta del mio amico, dalla seconda puntata in poi la freschezza del prodotto, la genuinità delle trovate e l'originalità dell'intreccio perdono colpi, e ci si avvia verso una, a suo dire inevitabile, decadenza estetica.

Io invece sono convinto che le puntate numero 2, in generale, abbiano qualcosa in più. Non tanto in sé: spesso sono di fatto peggiori delle prime tappe della saga. Quello che le rende però preferibili è il pubblico, il suo modo di percepire, di accogliere la puntata numero 2.
In pratica: quando guardo Terminator io, in sostanza, INIZIO un percorso, mi avvicino ad una storia, CONOSCO dei personaggi. Tutto questo comporta uno sforzo di concentrazione, un processo di apprendimento. Come quando si va in vacanza in una città sconosciuta e, per quanti sforzi si facciano, al termine della vacanza non ci si ricorda TUTTO della città, ma solo i suoi monumenti principali.
Quando invece mi avvicino alla seconda puntata, ho già in me una serie di informazioni pregresse, che mi permettono di godere più pienamente degli aspetti secondari della vicenda, oltre che permettermi di godere della gioia sottile della CITAZIONE da cogliere.

Sono fermamente convinto che la nostra civiltà basi i suoi prodotti estetici migliori sulla citazione, sulla ripresa, sulla ri-traduzione da modelli pregressi. Da Dante con Virgilio ai Simpson con Hitchcock, credo che si goda appieno di un prodotto estetico se si riesce ad inserirlo in un flusso, in un processo storico, se si riesce a decodificarne gli ingredienti, le parti costitutive, le fondamenta.

Pertanto, avvicinarsi a Rambo 2, Rocky 2, Terminator 2, Continuavano a chiamarlo Trinità, Arma Letale 2 e via di seguito, è a mio avviso "più piacevole" che avvicinarsi ai loro genitori filmici. Ripeto: non dico che le seconde puntate siano oggettivamente migliori delle prime. Credo solamente che, nel fruirne, il pubblico riesca a mettere in atto dei meccanismi di conoscenza e di "riconoscimento" più solidi e completi, che pertanto possono portare a un tipo di piacere forse più in linea con le strutture portanti del nostro immaginario occidentale "citazionista".

Non a caso, se non erro, il film tutt'ora campione di incassi ai botteghini italiani è "Continuavano a chiamarlo Trinità".

Domenica 6 ottobre




Domenica 6 ottobre, alle ore 17.00, presso la Biblioteca del Castello del comune di Susegana presenterò "I mercanti di stampe proibite" nell'ambito della rassegna LIBRI IN CANTINA, festival nazionale della piccola e media editoria, giunto alla sua XI edizione.

Di seguito trovate il link al sito della manifestazione, davvero ricca di iniziative e incontri pregevoli!

A presto!

http://www.libriincantina.it/

sabato 14 settembre 2013

20 settembre a Palazzo Sturm




Cari amici,

venerdì prossimo, 20 settembre, alle ore 17.00 presenterò i "Mercanti di stampe proibite" presso la Sala degli Specchi di Palazzo Sturm, sede del Mueso Remondini a Bassano del Grappa.

L'appuntamento è organizzato dalla Biblioteca di Bassano del Grappa.
Avrò il piacere di dialogare nel merito del mio ultimo romanzo con la Direttrice del Museo, dott.ssa Ericani.

Dopo la presentazione del romanzo, è prevista una visita gratuita per tutti i partecipanti al Museo della Stampa Remondini: ecco il link al sito del museo, per maggiori informazioni:

http://www.museibassano.it/Palazzo-Sturm

Dopo l'aiuto prestatomi per la raccolta dei documenti utili per la scrittura dei "Mercanti", ringrazio ancora la Biblioteca di Bassano per questa opportunità di incontro e di confronto.

Spero che possiate partecipare, vi aspetto!